
Ancora a chiedersi “Che dicono i Pacifisti" ?
Ci risiamo . per l’ennesima volta chi crede nella pace e nella risoluzione nonviolenta dei conflitti è costretto a fare i conti con le scelte di chi, prepara “lentamente” le condizioni e gli interessi per innescare i conflitti mentre decide “opportunamente” quando deve utilizzare la forza.
Siamo in guerra, come era prevedibile essendo stati tra i paesi maggiormente impegnati per prepararne i presupposti , sia sostenendo il commercio delle armi con il regime di Gheddafi (primo paese a riempire gli arsenali militari Libici ) sia perché siamo tra i primi a sfruttare le risorse energetiche di quel paese (Petrolio e Gas ).
Ora è evidente che dobbiamo dimostrare che siamo in grado di riparare ai danni costruiti dalla nostra strategia neocoloniale .
I buon pensanti ci ripropongono il dilemma di sempre , è possibile non utilizzare la forza o meglio non fare la guerra quando la guerra è ormai scoppiata e fa vittime soprattutto e come sempre nella popolazione civile?
Ormai è chiaro che sono le popolazioni civili , la pietra sacrificale di tutti i conflitti.
La guerra è sempre una sconfitta per l’umanità, e non è mai stata la vera soluzione per risolvere i conflitti; questo è vero anche quando in rare eccezioni l’utilizzo della forza è servito a salvare migliaia di vittime civili. Purtroppo i conflitti hanno radici ed interessi più profondi che non possono esser risolti con le bombe.
Il nostro paese continua ogni giorno a non rispettare l’articolo 11 della costituzione , la scelta di entrare in questo conflitto è l’ennesima dimostrazione di questa violazione, un paese che festeggia con questa scelta la sua unità e la morte della democrazia .
Per questo per chi crede nella pace, quelli che chiamano con disprezzo “anime belle”, hanno la consapevolezza di essere e rimanere anime “ribelli” alla logica della guerra, devono dire no al coinvolgimento del nostro paese e delle comunità internazionale ad una nuova guerra.
La risposta che da sempre provano a dare ogni giorno i movimenti della pace e per disarmo è quella di sempre , occorre lavorare per prevenire i conflitti con politiche vere e coerenti che incidano sui meccanismi strutturali che provocano le guerre. Le nostre voci e le nostre denunce, e le tante iniziative sono inascoltate dalla “politica” che poi in questi momenti si chiede “ Ma dove sono i Pacifisti “?
I pacifisti come amano chiamarci, sono sempre lì convinti che la guerra non è mai una soluzione . Ma occorre fare uno sforzo per convincere “non la politica dei potenti” ma l’agire politico delle popolazioni, per arrivare a fermare al nascere questo modello “costruisce sua pace per preparare le guerre”.
Ma queste parole non bastano è evidente a spegnere l’incendio di questa nuova guerra , per questo il messaggio da lanciare ha ancora una volta poche parole :
- Imposizione di un cessate il fuoco, per entrambi le parti in conflitto ;
- Immediata azione di disarmo bilaterale ed embargo immediato e totale sulle armi;
- Intervento di una forza nonviolenta di interposizione civile riconosciuta dalle parti e dalla comunità internazionale;
- avvio di iniziative diplomatiche continue e presenza di osservatori internazionali.